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mercoledì 29 aprile 2015

1/5/2015 CAMMINATA LUNGO L'ADIGE





































Venerdì 1 Maggio continueremo la camminata Parona- Ponton.


Il percorso sarà Santa Lucia di Pescantina- Ponton
Pranzo al sacco
Ritrovo ore 10 al parcheggio Famila Saval o alle ore 10,45 alla chiesa di Santa Lucia






Il fiume Adige nasce a 1550


metri s.l.m. poco lontano dal


Lago di Resia, scorre per 409 km


attraverso le regioni Trentino Alto


Adige e Veneto fino a sfociare nel


Mare Adriatico. Fino alla metà


del 1800 era utilizzato come via

di comunicazione per gli scambi

commerciali: barche adatte alla

navigazione fluvia-le trasportavano

merci dalle città dell’Adriatico a

quelle del centro Europa e viceversa.

A questo scopo nacque l’”alzaia”, strada elevata fino all’altezza della linea di guardia

del fiume e larga un paio di metri, che un tempo era percorsa da coppie di cavalli che

con lunghe funi, trainavano le barche controcorrente. Lungo il percorso si trovavano le

“restare”, luoghi di ristoro per dare conforto a cavalli e persone. Oltre alla navigazione

e alla pesca le acque dell’Adige erano utilizzate per far funzionare i mulini impiegati

per l’irrigazione dei campi, per usi domestici e nelle botteghe artigianali.

Il paese di Pescantina era in




passato un punto di riferimento


per le attività commerciali fluviali.


Nella piazza principale, affacciata


sull’Adige, si concludevano gli


affari, si controllavano i traffici sul


fiume e c’erano i cantieri dove si


costruivano le barche. Ancora oggi

la stessa piazzetta è il fulcro del

paese. Gli stretti vicoli, caratteristici

di Pescantina, portano tutti lì, nel

luogo da sempre punto di ritrovo

degli abitanti, con gli antichi palazzi che vi si affacciano, i negozi e davanti l’Adige.

Un parapetto protegge adesso la piazza dalle piene del fiume, che negli anni passati

era arrivato a livelli impressionanti, come dimostrano i segni impressi sulla cosiddetta

Cà del Comun, un tempo sede comunale. Sempre sulla piazza si affaccia la chiesetta

di San Rocco, con all’interno frammenti di pitture murali.

A Pescantina ha sede il Museo Etnografico denominato “Lavoro e tradizioni lungo il

fiume Adige”, voluto per mantenere nella memoria il ricordo di uno stile di vita ormai

abbandonato da tempo. Il museo è stato allestito nella restaurata chiesetta romanica

adiacente il duomo di San Lorenzo Martire, a qualche centinaio di metri dal centro

del paese in direzione Arcè e a pochi passi dal fiume. All’interno vi sono documentate

le antiche attività del paese, proprie di tutte le popolazioni che vivevano lungo il

corso del fiume: la navigazione, la molitura, il lavoro artigianale, l’agricoltura, il lavoro

domestico, con una bella raccolta di immagini fotografiche. (Orario di apertura:





sabato pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00 e la domenica mattina. Per informazioni


contattare il numero telefonico 045 7156093).

Il Duomo di San Lorenzo, a cui si


affianca il campanile di circa 80


metri di altezza, fu edificato in stile


neoclassico barocco nel XVIII secolo


su disegno dell’architetto Alessandro

Pompei. Al pro-getto architettonico

della facciata e dell’intera chiesa

partecipò ampiamente anche lo

scultore Daniele Peracca, a cui sono

da attribuirsi le sette statue che

adornano la facciata. L’interno ad

un’unica maestosa navata accoglie

più di venti quadri di artisti veronesi

del 1600-1700; l’altare maggiore e gli altri sei altari accostati alle pareti sono arricchiti

da intarsi di marmo. La chiesa può essere visitata durante l’apertura del vicino museo

etnografico.

L’itinerario prosegue verso Arcè: giunti in paese, dove la strada si fa più stretta,




si nota sulla sinistra l’ingresso di Villa Albertini, una fra le tante, belle e storiche


residenze nobiliari della Valpolicella, purtroppo non aperta al pubblico. Quello che


si vede dalla strada è la facciata nord, con la cancellata sorvegliata da due imponenti


statue, il complesso degli edifici e il giardino. Se si attraversa lo stretto ponte che


porta verso Bussolengo, si vede la facciata sud, rivolta verso l’Adige, delimitata dal


muro di recinzione con le quattro torrette dalle singolari fatture. Tutto l’edificio è


un rifacimento avvenuto intorno alla metà del 1800, su commissione del conte

Alberto Albertini.

Ritornati ad Arcè, la prossima meta sarà la Chiesa di San

Michele, nel centro storico del paese e a pochi metri

dall’Adige, protetta da un muro di sasso e da una cancellata.

È una costruzione semplice, con la facciata a capanna e a

navata unica, per la cui realizzazione, fra la fine del l’XI

secolo e l’inizio del XII, furono utilizzati i sassi del greto del

fiume. Curiosa è la scritta che compare sull’archivolto di

un ingresso secondario sul lato meridionale, “Sator Arepo

Tenet Opera Rotas”, che gli studiosi tendono a considerare

una formula magica. All’interno pochi sono gli affreschi

ma di notevole pregio, eseguiti nel 1300-1400. La chiesa

è solitamente chiusa ma bello è il contesto in cui è inserita.

Poco oltre è ubicato il piccolo centro di Santa Lucia, dove




si trova la Chiesetta di S. Lucia, risalente al XII secolo,


seminascosta fra le case e solitamente chiusa.

Si prosegue ancora verso Ponton, dove merita una visita la cinquecentesca Villa




Nichesola, fatta costruire da Fabio Nichesola. Con il figlio, il reverendo Cesare,


la villa si arricchì di un orto botanico, andato distrutto nel XVII secolo, e di una


collezione di antiche iscrizioni lapidee, che diventarono successivamente il primo


nucleo dell’attuale Museo Lapidario Maffeiano di Verona. L’unico bassorilievo


rimasto nella villa è murato sotto una finestra della corte a loggia. Nella residenza


si trovano tre sale affrescate dal pittore veronese Paolo Farinati, la Sala delle Dee, la


Sala Rossa e la Sala Verde, con rappresentazioni di scene allegoriche e mitologiche.

Dal giardino si accede alla grotta con il suo bellissimo pavimento a mosaico e le

finte concrezioni. (La villa è visitabile previa prenotazione telefonica al numero 045





6861426, ingresso gratuito).

Tutti i paesi di cui si è parlato finora


possono essere visitati anche a


piedi o in bicicletta, percorrendo


la vecchia strada alzaia lungo


l’Adige, che da qualche anno


è stata trasformata in percorso

naturalistico-culturale (dalla chiesa

S. Lorenzo di Pescantina a Ponton

circa 7 km – dislivello 15m).

Il sentiero è delimitato dal fiume da

un lato e dall’altro da campi coltivati,

abitazioni isolate e dai paesi di cui

si è parlato finora, che possono essere raggiunti tramite viottoli. Immerso nella

vegetazione, composta per lo più da pioppi, salici e robinie, il sentiero è inserito

in un’oasi faunistica con varie specie di uccelli stanziali e migratori, come l’airone

cinerino, il gufo reale, la cincia bigia, il codirosso, l’usignolo di fiume. Lungo il

percorso si trovano anche resti di manufatti creati dall’uomo quando viveva a

diretto contatto col fiume, come

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